Gentile Direttore,
accanto alle perplessità sollevate soprattutto nei paesi grandi produttori di vino nei confronti della campagna OMS sul consumo di alcol – inserite nell’editoriale del n 3/2025 di questa newsletter – si sono manifestate altre perplessità ad esempio dei ristoratori verso la recente revisione del Codice della Strada (L. 177/2024) con un significativo inasprimento delle sanzioni per la persona che guida in stato di ebbrezza. La revisione del codice indica ad esempio con ‘l’art. 186 comma 9ter‘ che la persona trovata con un tasso alcolemico superiore a 0,8g/l sino 1.5g/l sarà obbligata a guidare senza alcol per due anni successivi quindi con un tasso di alcolemia pari a zero nei controlli (codice 68 “no alcol” sulla patente di guida). La revisione del codice della strada di fatto è coerente con il punto 3 della “Global alcohol action plan 2022-2030″ pubblicato dalla WHO il 20 giugno 2024 che indica una strategia globale per ridurre l’uso dannoso (non divieto) dell’alcol inteso come causa di nocumento per la salute e conseguenze negative sociali per il bevitore e le comunità dove è presente. Vale la pena ricordare che il “Global status report on alcohol and health and treatment of substance use disorders”, pubblicato dalla WHO il 26 giugno 2024, indica che 2.6 milioni di decessi all’anno sono attribuibili al consumo di alcol, pari al 4.7% di tutti i decessi e che l’uso dannoso di alcol è sempre stato considerato un importante fattore di rischio per la salute da parte degli operatori della prevenzione. Nell’attuale contesto che vede strategie di indebolimento e contestazione di OMS, occorre riaffermare il ruolo che OMS ha svolto dalla sua istituzione nel 1946 sulle macerie della II Guerra mondiale a sostegno della salute globale anche con proposte di miglioramento delle proprie iniziative senza condizionamenti ideologici, politici oppure economici.
Claudio Garbelli
Past President SItI Lombardia
foto di Maksim Goncharenok modificata da IperG





