Nelle ultime settimane è stata segnalata la presenza piuttosto insolita di gabbiani morti. Il primo caso è stato riscontrato il 18 febbraio, ma nelle ultime settimane le carcasse ritrovate in Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna hanno raggiunto il centinaio. Le analisi degli istituti zooprofilattici delle zone interessate hanno confermato che la causa è la variante del virus influenzale H5N1/HPAI, ad alta patogenicità. La situazione al momento sembra riguardare solo i gabbiani. L’ATS di Brescia, ribadendo che il rischio per la popolazione è da considerarsi basso, ha scritto ai 22 comuni del lago di Garda, raccomandando di evitare il contatto diretto con animali selvatici e suggerendo particolari precauzioni agli allevatori di volatili della zona. (GR)





