Accademia Lombarda di Sanità Pubblica

EDITORIALE Alcol e salute: una campagna OMS che irrita l’Italia

L’ultima campagna dell’OMS sul consumo di alcol ha sollevato non poche perplessità, soprattutto nei Paesi grandi produttori di vino come l’Italia e la Francia. Il messaggio generico che associa qualsiasi quantità di alcol a gravi rischi per la salute sottovaluta le evidenze scientifiche sulla differenza tra abuso e consumo moderato, creando allarmismi generalizzati e, a nostro avviso, ingiustificati.

Se è infatti indubbio che il consumo eccessivo di alcol rappresenti un serio fattore di rischio per la salute, non si può equiparare il moderato consumo di vino o birra durante i pasti a comportamenti gravemente dannosi per la salute. Un approccio così rigido può avere conseguenze economiche e culturali pesanti per il nostro Paese (leggasi i “dazi europei di Draghi”) e non devono poi sorprendere iniziative impulsive come quella recente del Consiglio Regionale della Lombardia che ha approvato una mozione per rivalutare il rapporto di adesione dell’Italia all’OMS.

Riconosciamo il ruolo cruciale avuto dall’organizzazione mondiale della sanità nella lotta a malattie gravissime e continuiamo a credere nella sua missione. Tuttavia, campagne di questo tipo rischiano di minarne ulteriormente la credibilità, già compromessa da errori e incertezze durante la pandemia. Un dibattito più equilibrato e basato su evidenze scientifiche complete sarebbe auspicabile per non trasportare importanti messaggi di salute pubblica in scontro ideologico.

Carlo Signorelli

Foto di Julia Kuzenkov, elaborata da IperG

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