Quando una questione sanitaria scatena reazioni politiche a livello regionale e parlamentare i rischi di strumentalizzazione sono alti e i risultati finali incerti. È successo negli ultimi giorni con l’anticorpo monoclonale antivirus respiratorio sinciziale (RSV) Nirsevimab che, non essendo nel calendario immunitario – e quindi fuori dai LEA – potrebbe essere offerto solo nelle regioni che non sono in piano di rientro. Un grave rischio di iniquità di offerta che ha scatenato molte reazioni politiche a cui il Ministero della Salute, con i suoi organi tecnici, sta cercando di porre rimedio. Nell’affannoso iter per sistemare il problema, a stagione autunnale già iniziata, una nota dell’ISS sulla dubbia efficacia del prodotto per una campagna ha ulteriormente complicato il problema. Ci auguriamo però che le rassicuranti dichiarazioni del Ministro della Salute sulla possibilità di attribuire la rimborsabilità ai farmaci di fascia C, acquistati dagli enti del Ssn per esigenze di salute pubblica, possano portare ad una rapida soluzione del problema già da questa stagione, nonostante si possa anche prevedere qualche ritardo, legato alle scarse forniture della ditta produttrice. Regione Lombardia non è in piano di rientro, quindi aveva predisposto gare e determine per tempo. Ha potuto quindi iniziare la protezione universale dei nuovi nati nei tempi e nei modi migliori e proprio ieri, a Crema, il primo neonato ha ricevuto l’anticorpo monoclonale.
Carlo Signorelli





