Accademia Lombarda di Sanità Pubblica

Influenza e Covid-19

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Tanti provvedimenti restrittivi … ma pochi parlano delle mascherine

L’Accademia ribadisce in un recente comunicato stampa l’importanza di abbandonare l’uso delle mascherine comunitarie e dell’obbligo all’utilizzo di quelle chirurgiche, come previsto ora da Regione Lombardia (Ordinanza 714, 4 Marzo 2021). Ciò va accompagnato da rigorosi controlli, come il divieto di accesso a mezzi pubblici senza mascherina e l’uso di quelle professionali (FFP2 e FFP3) in presenza di infetti o sospetti tali. L’efficace immagine (a cura di  Michele Capraro) mostra i tre tipi di mascherina con relativo costo ed efficacia protettiva. Ognuno di essi

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Parte dalla Lombardia il “Treno Sanitario” al servizio Del Paese 

Otto carrozze munite di specifiche attrezzature mediche per un totale 21 postazioni disponibili e 45 operatori impiegati: questo l’equipaggiamento del convoglio, capace di garantire un livello di assistenza fino alla terapia intensiva, anche in biocontenimento. Il treno, nato dalla collaborazione di Trenitalia (Gruppo FS Italiane), Dipartimento della Protezione Civile e AREU, trasportando in l’Italia e all’estero i pazienti COVID e non, consentirà di alleggerire le strutture ospedaliere, oltre a supportare, come Posto Medico Avanzato, il servizio sanitario territoriale nella gestione delle emergenze. (R.Pireddu)

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Il promettente vaccino italiano anti-COVID parte da Monza

È iniziata la sperimentazione di ‘eVax’, l’alternativa italiana anti-COVID, firmata Takis-Rottapharm Biotech. Dal 1° marzo il via alla Fase 1 nell’Ospedale San Gerardo di Monza. Il vaccino sarà a DNA, adattabile alle nuove varianti, e non necessiterà della catena del freddo per conservazione e trasporto. A tal riguardo, Letizia Moratti, vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia confida che: “La soluzione innovativa proposta dalla nostra ricerca giunga a positivo compimento, offrendo al nostro Paese uno strumento vitale per vincere la guerra contro

Accademia Lombarda di Sanità Pubblica

Con le varianti estendere l’obbligo di mascherine chirurgiche e FFP2

Regione Lombardia ha introdotto con l’Ordinanza 714 del 4 marzo 2021 l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche su tutti i mezzi pubblici, come avviene in altri paesi e sui voli di linea. Un provvedimento importante, chiesto dagli Organi Tecnici ma passato sottotraccia e, nei fatti, non attuato, che a nostro avviso può essere rilevante – in questa fase dell’epidemia – per ridurre il rischio di contagio, soprattutto in ambienti confinati e in presenza delle varianti di SARS-CoV-2 più contagiose. Le mascherine utilizzate oggisono di tre

convegni e congressi

Successo del convegno dell’ALSP sul terzo vaccino

Come anticipato da Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, durante il webinar del 22 febbraio scorso, organizzato dall’Accademia Lombarda di Sanità Pubblica (con oltre 500 partecipanti!), è stata emanata la circolare ministeriale che aggiorna le modalità di somministrazione del vaccino AstraZeneca, alzando l’età dei destinatari, “fino ai 65 anni compresi i soggetti con condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di COVID-19” ma “ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili”. La variazione fa seguito alle evidenze scientifiche derivate

Bandi Concorsi

Reclutamento specializzandi per vaccinazioni: tante incertezze

Gli specializzandi, su base volontaria e con un rimborso spese forfettario, presteranno servizio per massimo 10 ore/settimana oltre quelle di formazione. Questo è quanto riportato nell’avviso, basato sul D.Lgs. n. 178/2020 art. 1 c. 459, per la cooperazione tra Regione Lombardia e Università Lombarde, le quali hanno raccolto le disponibilità entro il 5 marzo. Tuttavia, se per neolaureati, specialisti e infermieri è definito uno specifico compenso orario (qui il bando) (e il link alla pagina della Regione Lombadia), nessuna notizia arriva ancora dal Ministero

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Casi in aumento: in una settimana 27.938 contagi + 26,8% e 349 morti

Sono stati registrati altri 349 decessi, per un totale di 28.577 morti in Lombardia dall’inizio della pandemia. Il trend generale è in crescita, si registra un incremento sia dei ricoveri in ospedale (+ 711 nel range di tempo considerato, per un totale di 4.735) sia del numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (125 in più su un totale di 532). La situazione dei nuovi casi nelle province lombarde resta critica soprattutto a Como, Mantova e Brescia, province che registrano la maggior percentuale di

Editoriale

EDITORIALE – In arancione rinforzata: decisione inevitabile (ma questa volta tempestiva!)

Le misure per il contenimento del virus devono essere rapide e rigorose. Lo sosteniamo da tempo e qualche esperto (Gerli, sul Corriere della Sera, 4 marzo scorso) ha anche valutato che, se non vengono adottate nei primi 17 giorni dall’inizio delle ondate epidemiche, non servono praticamente a nulla. In questa prospettiva deve essere letto il provvedimento improvviso (ma sollecitato da giorni dagli Organi tecnici) della Regione Lombardia dettata da indicatori che non lasciano spazio a molte interpretazioni come si evince dalle chiamate al 112

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COLPA DELLA “SFIGA” E DELL’EMERGENZA: RICOSTRUITO L’ERRORE SULL’R(T)

Tra le diverse ricostruzioni tecniche che hanno determinato l’errore di calcolo dell’indice R(t) e, conseguentemente, l’assegnazione erronea del codice rosso per la Regione Lombardia nella settimana dall’11 al 18 gennaio 2021, segnaliamo questo articolo pubblicato su Il Giornale che spiega da dove è originato il problema. Il giornalista attribuisce l’errore alla “sfiga”, all’emergenza e al concatenarsi di eventi che hanno prodotto il cosiddetto “pasticcio Lombardia”. LEGGI L’ARTICOLO su https://www.ilgiornale.it/news/politica/caos-zona-rossa-ecco-verit-cos-si-inceppato-lalgoritmo-1920095.html  

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LA LOMBARDIA TORNA “GIALLA”. MA CHE CAOS SULLE SCELTE DELLE MISURE DI PREVENZIONE

La Lombardia, come quasi tutte le regioni italiane, torna in zona gialla dal 1 febbraio con tutte le possibilità di riaprire alcune attività economiche. Le motivazioni della scelta a sorpresa è spiegata dal Corriere della Sera del 30 gennaio, secondo cui la decisione del Governo è maturata dopo una diversa interpretazione del DPCM del 16 gennaio (necessità di 2 settimane con i parametri mutati invece di 3 per cambiare colore). Una decisione ragionevole ma non coerente con quelle prese nelle settimane precedenti.