ROMA – I posti letto per il 69% si trovano negli ospedali pubblici, il restante 31% nel privato, con analoghe giornate di degenza. Ma la spesa pubblica ospedaliera per l’87% va al pubblico e solo per il 13% al privato. Il saldo di mobilità di entrata e uscita mostra come le direttrici di mobilità convergano soprattutto verso la Lombardia. Sulla qualità delle cure, le strutture private ad alto o molto alto livello di offerta sono proporzionalmente di più di quelle pubbliche; nei volumi di attività, invece, la componente accreditata soffre più della pubblica di numerosità sub-standard.
I tempi di attesa sono incongrui con la gravità e complessità del quesito diagnostico o della diagnosi, con lungaggini suscettibili di compromettere lo stato di salute. Questo quadro emerge dal 21° Rapporto Ospedali&Salute – promosso dall’Aiop e realizzato dal Censis – che rappresenta uno strumento di monitoraggio dell’efficacia e dell’efficienza del sistema ospedaliero italiano, in entrambe le componenti, di diritto pubblico e di diritto privato. Il Rapporto offre una valutazione del SSN ragionata e basata su analisi oggettive, che tengono conto sia dei dati ufficiali pubblicati dal Ministero della Salute e da AGENAS sia dell’esperienza diretta dei pazienti. Il fine è quello di offrire uno strumento aggiornato che raccolga tutte le conoscenze utili a sviluppare strategie di conservazione e recupero di una sanità davvero per tutti. Qui il sunto del rapporto. (GR)





